Giovanni Felice Azzone

Professore emerito di Patologia generale dell'Università di Padova

Socio Effettivo in soprannumero (eletto nel 1995)

E' nato a Napoli il 27 Gennaio del 1927 dove è vissuto fino all'età di 16 anni. Ha frequentato la Facoltà di Medicina a Roma e si è laureato nel 1950.

L'attività scientifica di Azzone è iniziata nel 1946 con l'ingresso, in qualità di studente interno, nell'Istituto di Patologia Generale di Roma, allora diretto dal Prof. G. Vernoni e di cui era aiuto M. Aloisi.

Nel 1953 Azzone è entrato nell'Istituto di Biochimica di Roma e vi è resta per un anno fino alla fine del 1954 quando si è trasferito nell'Istituto di Patologia Generale di Modena diretto da M. Aloisi con cui ha collaborato tra il 1954 ed il 1959. Nel 1959 Azzone si è recato a Stoccolma al Wenner Gren Institute per lavorare su problemi di Bioenergetica con Lars Ernster. Ritornato in Italia nel Dicembre del 1960 Azzone ha iniziato ad organizzare un laboratorio di bioenergetica. Durante questo periodo Azzone ha compiuto frequenti viaggi in Svezia, in Usa ed in Inghilterra.

Ha collaborato nel 1959-1964 con L. Ernster a Stoccolma, nel 1960 con M. Klingenberg a Monaco, nel 1962 e nel 1964 con B. Chance, R. Estabrook e J. Williamson della Johnson Foundation di Philadelfia, nel 1967 con il Premio Nobel P. Mitchell a Bodmin presso il Glynn Research Laboratory, nel 1968 con I. Glynn a Cambridge.

Ha tenuto numerosi seminari in laboratori esteri ed è stato relatore ufficiale in numerosissimi Congressi e Simposi Internazionali di Biochimica e Biofisica.

In complesso Azzone è stato autore di oltre 300 lavori sulle maggiori riviste internazionali. Per la qualità ed il numero dei suoi contributi e degli allievi formati nel suo laboratorio, alcuni dei quali diventati poi professori in università svizzere ed americane, Azzone ha svolto un ruolo rilevante nella ricerca biomedica italiana ed internazionale. Assistente di ruolo in Patologia Generale a Padova, è stato chiamato nel 1964 alla cattedra di Patologia Generale della Facoltà di Medicina di Padova. Nel 1968 ha creato insieme con N. Siliprandi il Centro del CNR per lo studio della Fisiologia dei Mitocondri di cui è diventato poi direttore nel 1982.

E' stato membro per molti anni dell'Editorial Board dell'Europ. J. Biochem. e del J. Bioener. Biomemb e presidente del Gruppo Italiano di Bioenergetica.

Ha ottenuto il Premio Marzotto per la Medicina per il 1967 ed il Premio dell'Accademia dei Lincei per la Fisiologia e la Patologia nel 1974.

E' socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e socio effettivo dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

Negli ultimi 10 anni Azzone ha trasferito i suoi interessi nell'area dell'epistemologia delle scienze biomediche pubblicando diversi libri ed articoli anche su importanti riviste internazionali di filosofia della scienza. In questi saggi Azzone ha discusso i problemi della molecolarizzazione, della causalità e dell'emergenza in medicina, la transizione dalle classificazioni nosologiche a quelle fisiopatologiche, i rapporti tra la medicina e le altre scienze naturali, gli aspetti evoluzionistici della medicina. In ultimo si è dedicato ai problemi dell'etica medica in una società pluralista.

La duplice natura dell’evoluzione umana

Se gli esseri umani hanno un patrimonio genetico che è simile per il 98% a quello degli scimpanzé come fanno a diventare così profondamente diversi degli scimpanzé? Se gli esseri umani sono così simili fra di loro alla nascita come fanno a diventare così diversi da adulti? Per rispondere a queste domande è necessario analizzare non soltanto i processi evolutivi fondati sul DNA ma anche i processi fondati sull’attività del sistema mente-cervello: bisogna, quindi, spostare l’attenzione sull’evoluzione non-DNA dipendente dei viventi.