Sergio Givone

Sergio Givone è nato a Buronzo (Vercelli) nel 1944. Ha studiato filosofia a Torino, dove si è laureato con Luigi Pareyson. E' stato Humboldt-Stipendiat presso l'università di Heidelberg. Ha tenuto conferenze e cicli seminariali nelle seguenti università straniere: Stanford (Usa), Columbia (Usa), Sorbona (Francia), Paris VIII (Francia), Lille (Francia), Heidelberg (Germania), Stoccarda (Germania), Autonoma di Madrid (Spagna), Complutense di Madrid (Spagna), Barcellona (Spagna). E' stato visiting professor all'università di Girona (Spagna). E' professore ordinario di Estetica nel Dipartimento di Filosofia nell'Università di Firenze dal 1991. Ha insegnato la stessa disciplina nelle università di Perugia e di Torino.
I suoi interessi di ricerca sono: estetica, ermeneutica, filosofia dell'arte, teoria dell'interpretazione.
Collabora a numerosi giornali e riviste; nel 2002 è stato fondatore della rivista "Estetica", pubblicata da Il Nuovo Melangolo di Genova, che tuttora dirige.
Le sue monografie più recenti sono: Storia del nulla, Laterza 1995; Eros/ethos, Einaudi 2000; Prima lezione di estetica, Laterza 2003; Il bibliotecario di Leibniz, Einaudi 2005. Nel 2003 Laterza ha pubblicato la Storia dell'estetica (1988) con appendice bibliografica rinnovata, e nel 2006 Dostoevskij e la filosofia (1984) con una nuova presentazione.
Nel 1998 ha pubblicato presso Einaudi un romanzo, Favola delle cose ultime; un secondo romanzo, Nel nome di un dio barbaro, è uscito presso lo stesso editore nel 2002; un terzo, Non c'è più tempo, è stato pubblicato da Einaudi nel 2008.

 

Lo zero e il nulla

Affermando, come gli è accaduto recentemente, che una “teoria unificata dell’universo” è ormai a portata di mano, Stephen Hawking ha riproposto quello che per Einstein era un sogno irrealizzabile, ossia la riunificazione in un solo campo delle forze dell’infinitamente piccolo (forza nucleare e radioattività) e delle forze dell’infinitamente grande (elettromagnetismo e gravità). Lasciamo stare se Hawking abbia ragione o pecchi di ottimismo. Chi vivrà vedrà.