Elena Masciadri

Elena Masciadri si laurea in Fisica nel 1993 a Milano. Nel 1994 vince un Fellowship Internazionale "Human Capital and Mobility" presso l'Università de Nice-Sophia Antipolis, Nice in Francia. Nello stesso Istituto ottiene un Master (Diploma des Etudes Avances: Imagerie et Haute Resolutione Angulaire) e consegue un PhD con lode nel 1998 lavorando con il gruppo di F. Roddier, padre dell'Alta Risoluzione Angolare. L'attività di ricerca è principalmente concentrata sulle interazioni della turbolenza atmosferica con campi elettromagnetici e sulle tecniche di alta risoluzione angolare. Nel 1999 ottiene due posizioni di post-doc presso ESO (Germania) e presso la Universidad Nacional Autonoma de Mexico (UNAM) a Città del Messico. Sceglie la seconda per realizzare un suo progetto legato alla previsione della turbolenza ottica in astrofisica. In questo periodo inizia ad interessarsi anche a problemi di jet da stelle giovani. Nel 2001 diviene ricercatore astronomo staff presso l'UNAM ma alla fine del 2002 è invitata presso il Max-Planck Institute fur Astronomie, Heidelberg, (Germania) dove si dedica principalmente a studi di pianeti extrasolari con tecniche di "direct imaging" e partecipa allo studio di fattibilita’ di un Planet Finder CHEOPS per il VLT nel contesto di un consorzio internazionale europeo, con studi sulla scintillazione in ottiche adattive estreme. Nel 2005 vince una “Marie Curie Excellence Grant” (1,2 milioni di euro) finanziata dalla Comunità Europea che le offre la possibilità' di formare e finanziare un suo gruppo di ricerca (http://forot.arcetri.astro.it) e scegliere un Istituto dove creare una nuova linea di ricerca multidisciplinare. Sceglie l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri (INAF). Dal 2006 è Dirigente di Ricerca td presso l'INAF - Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Italia.

Turbolenza atmosferica, l'incubo degli astronomi

Non si vede e non si tocca eppure è lei, la turbolenza dell'atmosfera terrestre, l’incubo e il nemico numero uno per l’astronomia e i grandi telescopi al suolo di generazione presente e futura che ci permetteranno di portare a termine i più ambiziosi progetti scientifici e di spingere  oltre il nostro sapere. Ma cosa ha a che fare la turbolenza dell'atmosfera terrestre con l’astrofisica e perché l’uomo ha convenienza ad osservare da terra nelle lunghezze d’onda dove l’atmosfera terrestre lo consente?