Luigi Nicolais

Luigi Nicolais, (Sant’Anastasia – NA – 1942) , Presidente di Città della Scienza, già assessore all’università e ricerca scientifica, innovazione tecnologica, nuova economia, sistemi informativi e statistica, musei e biblioteche della Regione Campania, è professore ordinario di tecnologia dei polimeri all’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Presidente del Distretto Tecnologico sui materiali polimerici e compositi – IMAST – Luigi Nicolais associa alle attività di ricercatore – e’ autore di oltre 300 pubblicazioni su riviste internazionali, 6 libri e di 17 brevetti - quelle di esperto per Enti pubblici e privati.

E’ inoltre uno dei 40 italiani più citati secondo la banca dati ISI, ha fondato e presieduto ARPA, Agenzia per la Ricerca e l’Innovazione tecnologica, liasion office dell’ateneo fridericiano.

E’ Direttore dell’Istituto dei Materiali Compositi e Biomedici del CNR. È componente di numerosi editorial board di riviste nazionali e internazionali.

Europa: è ora di puntare sulla scienza

Agli inizi del secolo scorso in ogni paese nascevano i Consigli Nazionale di Ricerca per favorire, anche attraverso lo sviluppo di nuova conoscenza e di tecnologie avanzate in campo militare, la difesa dei territori, ma, anche, per creare una ben più ampia comunità scientifica che potesse collaborare a una crescita complessiva della società e a un miglioramento delle condizioni di vita.

Costruire ogni giorno pezzi di futuro

Il 18 novembre 1923 veniva fondato il Consiglio Nazionale delle Ricerche. In quegli anni, sebbene affascinati dalle possibilità della scienza e della tecnica, molti non colsero pienamente il significato di quella decisione.
Nel sentire comune il Consiglio Nazionale delle Ricerche sarebbe stata un’istituzione pubblica al pari di tante altre, probabilmente con un’attenzione in più all’industria dominante e alla comunità scientifica internazionale.

Un'agenzia per la ricerca

Quando si toccano le leve qualificanti il futuro, proprio e collettivo, come la conoscenza, la formazione, l’innovazione, occorre avere buon senso, capacità critica, autonomia di giudizio, umiltà, coraggio, immaginazione. Le future politiche scientifiche del Paese dovranno essere mosse da queste energie e non da visioni di parte, aspettative immediate, motivazioni tiepide. E dovranno poter contare su risorse significative.