Marina Carpineti

Laurea in fisica, 1990, e dottorato in fisica, 1994, presso l’Università degli studi di Milano dove lavora attualmente svolgendo attività di ricerca nel campo della “materia soffice” studiata con tecniche ottiche: Aggregazione colloidale studiata con tecniche di scattering di luce;Caratterizzazione di mezzi porosi con tecniche di scattering di luce; Correlazione spaziale tra le intensità diffuse a due diverse lunghezze d'onda. Partecipazione allo sviluppo di strumentazione ottica innovativa: (tecnica “Near Field Scattering”;Tecnica ESPI Electronic Speckle Pattern Interferometry Tecnica di scattering statico a bassissimo angolo.); Studio di processi di cristallizzazione di proteine; Caratterizzazione di pigmenti pittorici con tecniche spettroscopiche. E’ ideatrice e responsabile di diverse attività divulgative e coautrice di quattro spettacoli di teatro scientifico. Il primo di questi, Facciamo Luce sulla Materia, nato nel 2004 per i bambini della scuola primaria, ha avuto finora oltre 60.000 spettatori ed è stato rappresentato in Italia e all’estero. ideatrice ed organizzatrice del progetto di divulgazione scientifica denominato “Caffèscienza”, in cui sono proposte ad un pubblico di non specialisti conferenze su vari temi scientifici, svolte in un contesto informale. Collabora all’iniziativa Laboratorio Aperto rivolta alle scuole superiori e ha partecipato all’ideazione delle attività del laboratorio di Fisica Moderna e del laboratorio di Fisica Classica. Per la sua attività di ricerca e di divulgazione ha ricevuto diversi riconoscimenti.

Fisica e Teatro: una scommessa vinta dal Laboratorio SAT

Presso il Dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Milano nel 2004 ha preso le mosse il laboratorio SAT (ScienzATeatro: un’attività di comunicazione della fisica con gli strumenti del teatro. La scommessa di SAT è stata fin dall’inizio quella di mostrare direttamente la ricchezza e la complessità viva e feconda della Fisica per superare l'immagine arida e stantia che molte persone ne hanno, ma anche per motivare e, utilizzando lo "strumento teatro", realizzare una didattica informale propedeutica a uno studio sistematico della disciplina.