Settimo Termini

Settimo Termini è professore ordinario di Informatica teorica all'Università di Palermo e “affiliated researcher” dell’European Center for Soft Computing (ECSC), Mieres (Asturie), Spagna. Dal 2002 al 2009 ha diretto l'Istituto di Cibernetica "Eduardo Caianiello" del CNR di Napoli. Fisico di formazione, si è occupato principalmente dei problemi posti dal trattamento dell'informazione incompleta e rivedibile in sistemi complessi, introducendo tra i primi in Italia tematiche connesse ai Sistemi Fuzzy e dando avvio - assieme ad Aldo de Luca - alla Teoria delle misure di fuzziness. Ha analizzato alcuni problemi epistemologici che sorgono in questo contesto e, più di recente, la connessione tra ricerca scientifica e sviluppo economico.

Fellow dell’International Fuzzy Systems Association (IFSA), Socio dell'Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Palermo, è - tra l'altro - condirettore della Rivista “Lettera matematica Pristem”  (Springer) - che ha ricevuto il Premio “Pitagora” 2005 per la divulgazione scientifica - e della Scuola estiva internazionale "REASON PARK"  (REASONing under PARtial Knowledge).

Tra le sue pubblicazioni, si ricordano i volumi: "Aspects of Vagueness", Kluwer, 1984 (curato con H. J. Skala ed E. Trillas), Imagination and Rigor, Springer, 2006, Contro il declino, Codice edizioni, 2007 (con Pietro Greco), Memoria e Progetto, Edizioni GEM, 2010 (curato con Pietro Greco).

ANVUR e incidenti di percorso: un appello a Stefano Fantoni

Da qualche tempo è sorta la paura che un andamento non proprio lineare e cartesiano della valutazione della ricerca possa avere come conseguenza se non una sua “dismissione”, almeno un suo forte ridimensionamento. Non si possono non condividere le considerazioni di Alberto Mantovani a partire dal titolo del suo intervento, che riprende un tema caro a Rita Levi Montalcini.

Ricordiamoci del passato

La nuova "biologia dei sistemi", con il suo approccio più olistico e meno riduzionistico allo studio degli organismi biologici e alle loro relazioni, ripropone in forma rinnovata temi e problemi già affrontati (e non risolti) in passato. E' normale che sia così. Il tumultuoso evolversi di tecniche e di conoscenze, tipico della nostra epoca, rompe gli schemi disciplinari consueti senza (riuscire a) proporne subito di nuovi. Tuttavia conviene ricordarsi del passato. Non fosse altro per non ripetere gli stessi errori e andare più speditamente avanti. di SETTIMO TERMINI