Silvia Garagna

Silvia garagna è professore ordinario di Biologia dello Sviluppo presso la facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Pavia. I suoi interessi principali riguardano l'analisi dei fattori genetici implicati nel riarrangiamento cromosomico e nello studio del differenziamento dei gameti maschili e femminili e delle prime fasi dello sviluppo embrionale dei mammiferi. La sua attività di ricerca è documentata da 110 articoli pubblicati su giornali con peer review e su libri.

La sua ricerca si fonda su finanziamenti pubblici (MIUR, Ministero degli esteri, CNR) e fondazioni private (come Telethon e Sigma-Tau).

Silvia garagna è anche referee di giornali scientifici internazionali (European Journal of Histochemistry, Chemosphere, Chromosoma, Genome, Chromosome Research, Cytogenetics and Genome Research, Genome, Experimental Cell Research, Journal of Reproduction and Fertility, Gene, Journal of Theoretical Biology) e membro di commissioni per valutazioni di progetti finanziati con grant (Argentinian FONCYT).

Il primo paziente trattato con cellule staminali

Nell’agosto del 2006 Takahashi e Yamanaka pubblicavano sulla prestigiosissima rivista scientifica Cell (126:663-676, 2006) un metodo di riprogrammazione che consente alle cellule differenziate di acquisire le caratteristiche tipiche delle cellule embrionali staminali (ES). Le cellule ES, così come le cellule riprogrammate da Yamanaka (chiamate induced pluripotent stem cells, iPS), possiedono una straordinaria capacità di proliferare e di differenziarsi in vitro in molti tipi cellulari diversi che sono presenti nell’organismo. Per questo motivo sono dette “pluripotenti”.

Staminali embrionali e libertà di ricerca

Le difficoltà del fare ricerca in Italia sono, purtroppo, tristemente note. Alla costante riduzione dei fondi (in particolare quelli dedicati alla ricerca di base) che non permette al nostro Paese di competere a livello internazionale con il dovuto sostegno, si aggiunge ora un elemento ben più grave: la negazione della libertà di ricerca, sancita dall’articolo 33 della nostra Costituzione.

Staminali embrionali, la ricerca discriminata

Come scienziate preoccupate dall’ingerenza della politica nella ricerca, alcuni mesi fa abbiamo portato in tribunale la decisione del governo di escludere le cellule staminali embrionali umane da un bando di ricerca ministeriale [sulla biologia delle cellule staminali e il loro potenziale terapeutico]. Il nostro ricorso, ad oggi, non ha avuto successo (vedasi Nature, 460, 19, 2009; e 460, 449, 2009).