Pia Locatelli

Nata a Villa d'Almè (Bg) nel 1949, laureata in Lingue e Letterature straniere e in Economia.
Insegnante per alcuni anni, in seguito imprenditrice tessile sino al 2000.
Consigliera comunale per quindici anni; capogruppo del Partito Socialista Italiano nell'Amministrazione comunale di Bergamo dal 1990 al 1995.
Dal '92 al '99 vicepresidente e dal 2003 al 2012 presidente dell'Internazionale Socialista Donne.
Componente (2002-2012) del Bureau della Commissione permanente delle donne del Partito del Socialismo Europeo.
Parlamentare europea dal 2004 al 2009 (Commissione per i Diritti delle Donne e l’Uguaglianza di Genere e Commissione Industria, Ricerca ed Energia).

Incarichi attuali

Fondatrice (2000) e presidente della Fondazione A.J. Zaninoni, i cui scopi sono la diffusione della cultura del lavoro; lo studio dei trend dell'economia e dei meccanismi del mercato del lavoro; favorire opportunità equivalenti e percorsi tendenti alla parità intesa come possibilità per donne e uomini di realizzarsi nella vita privata, professionale e pubblica.
Parlamentare italiana alla Camera dei Deputati; aderisce alla componente socialista nel gruppo Misto. E' capogruppo per il gruppo Misto nella Commissione Affari Esteri e Comunitari e coordina l'intergruppo Salute globale e diritti delle donne.
Presidente onoraria dell'internazionale Socialista Donne.
Membro del Consiglio scientifico della Feps (Foundation for European Progressive Studies).
Componente del Comitato nazionale del progetto Stages (Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science).
Componente del Comitato scientifico della Fondazione Nilde Iotti.

Testato sugli animali, scriviamolo sul farmaco

La vicenda di Caterina, la ragazza affetta da rare malattie genetiche, insultata e minacciata sul web per aver detto che sarebbe morta senza i farmaci ottenuti attraverso la sperimentazione animale, ha riportato con prepotenza all’attenzione dell’opinione pubblica un dibattito che nei mesi scorsi ha diviso il Parlamento, sancendo, purtroppo, una vittoria degli animalisti che rischia di paralizzare la ricerca italiana.
Di fronte alle aggressioni verbali e ai macabri auguri di morte, lanciati su Internet da persone inqualificabili che si fanno forti dell’anonimato, la politica può fare ben