Lorenzo Moja

Laureato in Medicina all’Università degli Studi di Milano nel 2000. Si è specializzato in Igiene e Medicina Preventiva a Milano nel 2004. Durante la specialità si è iniziato a interessare alla ricerca clinica, in particolare alle revisioni sistematiche, meta-analisi, trial clinici randomizzati e al trasferimento delle conoscenze dal mondo della ricerca a quello della pratica clinica.

I filoni di ricerca ai quali ha contributo sono: a) la valutazione di efficacia di interventi sanitari prevalentemente attraverso la conduzione di revisioni sistematiche, spaziando in diversi ambiti clinici (medicina interna, cardiologia, oncologia, neurologia, ortopedia e riabilitazione, sanità pubblica); b) la valutazione della qualità degli studi primari, in particolare studi clinici randomizzati; c) il reporting dei risultati dei trial clinici e delle revisioni di letteratura; d) la valutazione di efficacia di interventi educativi e organizzativi per migliorare le conoscenze e l’appropriatezza del comportamento dei professionisti sanitari; e) la produzione di linee guida di pratica clinica attraverso metodi consensuali, quali il GRADE.

Come epidemiologo clinico Moja ha lavorato presso diversi enti di ricerca tra i quali l’Institute of Population Health dell’Università di Ottawa, Canada, il Centro Cochrane Italiano, presso l’Istituto Mario Negri di Milano, l’Università degli Studi di Milano e l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi.

Medico e ricercatore: come bruciare i due lati della candela, senza scottarsi

I nuovi farmaci e le tecnologie a supporto della diagnosi e cura sono senza dubbio uno dei frutti più tangibili e attrattivi del processo di ricerca in medicina. La prospettiva di contribuire al progresso delle cure, e il fatto che nella ricerca clinica si concentrino ingenti risorse (ovvero posti di lavoro), sono tra i principali fattori che spingono gli scienziati non medici a lanciarsi nell’arena della ricerca applicata.