Silvano Tagliagambe

Silvano Tagliagambe è stato professore di Filosofia della Scienza presso le università di Cagliari, Pisa, Roma “La Sapienza” e Sassari. Attualmente è professore emerito di Epistemologia del progetto presso il Dipartimento di Architettura dell’università di Sassari ed è membro del Collegio dei docenti del Máster en Comunicación Social dell’ Universidad Complutense de Madrid e del Consiglio Consultivo Centro de Investigacion en Ciencia Politica, Seguridad y Relaciones Internacionales dell’ Universidad Lusófona de Humanidades e Tecnologias, Lisboa e dell’Universidad Lusófona de Porto. È direttore delle collane “Filosofia della scienza” dell’Aracne editrice e “Didattica del progetto” dell’editore Franco Angeli.
Tra le sue oltre 250 pubblicazioni da segnalare: Il sogno di Dostoevskij. Come la mente emerge dal cervello (Raffaello Cortina, 2002); Come leggere Florenskij (Bompiani, 2006): Lo spazio intermedio (Università Bocconi Editore, 2008, ed. spagnola El espacio intermedio, Editorial Fragua, 2009); People and Space. New Forms of interaction in City Project (con G. Maciocco, Springer-Verlag, 2009); Identità personale e neuroscienze, in S. Rodotà, M. Tallacchini, Trattato di Biodiritto. Ambiti e fondi del Biodiritto, Giuffré, Milano, 2010, pp. 323-360; Pauli e Jung. Un confronto su materia e psiche (con A. Malinconico), Raffaello Cortina, Milano, 2011; La libertà, le lettere, il potere, (con D. Antiseri e P. Maninchedda), Rubbettino, Soveria Mannelli, 2011; Il cielo incarnato. L’epistemologia del simbolo di Pavel Florenskij, Aracne, Roma, 2013; Jung e il Libro Rosso. Il Sé come sacrificio dell’io (con A. Malinconico), Moretti&Vitali, Bergamo, 2014.

Armonicamente: arte e scienza a confronto

Nell’articolo autobiografico “Le mie stagioni milanesi” Leonardo Sinisgalli, il “poeta ingegnere”, come lo definisce Giancarlo Borri in un volume a lui dedicato[1], parla del sogno di tutta la sua vita: quello di avvicinare “il gran giorno” nel quale “il Regno dell’Utile sarà rinverdito dalla cultura”, creando un ponte sottile ma resistente ed efficace tra le due “sponde” della civiltà umana, quella delle humanae litterae e quella della scienza e della tecnica.