Chiara Sabelli

Dopo aver studiato fisica delle particelle alla Sapienza di Roma e aver conseguito il dottorato di ricerca nel 2012, ha lavorato in ambito finanziario (banche e assicurazioni) per circa tre anni. Frequenta ora il Master in comunicazione della scienza presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.

L'Aquila riparte dal Gran Sasso Science Institute

Tra le 10.25 e le 11.25 di mercoledì 18 gennaio la terra ha tremato ancora nel centro Italia. Si sono susseguite tre scosse di magnitudo superiore a 5, con epicentro a 9 chilometri di profondità tra le province di Rieti e L’Aquila (i paesi più vicini sono Montereale, Capitignano e Amatrice). Le scosse sono state avvertite anche dai ricercatori del Gran Sasso Science Institute (GSSI) a L’Aquila, ma non sono stati presi dal panico.

Cosa fare prima e dopo il terremoto

Il sisma che ieri ha scaricato la sua energia mortale fra Marche e Umbria ripropone il tema della prevenzione e - più nell'immediato - dell'early warning. “A terra! Copriti! Tieniti forte!”. E' questo in sostanza ciò che va fatto quando un sistema di early warning emette il suo segnale di allarme annunciando l’imminente arrivo di un terremoto. Il tempo di preavviso di questi sistemi (letteralmente sistemi di allarme precoce) può variare da decine di secondi a pochi minuti.

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